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Ricerche e osservazioni sull'arco (Holmegaard)
L'arco è un attrezzo che sfrutta il potenziale elastico
del materiale che lo costituisce. Mediante una corda che lega le
estremità dei due bracci (flettenti), trasmette energia cinetica
ad un secondo corpo (freccia); l'energia viene scaricata quasi totalmente
sul bersaglio (essendo trascurabile, data la lunghezza del tiro
utile, l'energia dissipata dall'attrito dell'aria). L'esigenza di
aumentare la gittata delle armi da lancio rappresentate dai giavellotti
(semplici o con propulsore) è sicuramente uno dei motivi
che ha portato alla costruzione dell'arco che è rimasto l'arma
da getto più usata fino all'avvento delle armi da fuoco.
Gli archi possono essere costruiti in due modi: monolitici o laminati.
L'arco preso in esame in questo articolo è di tipo monolitico,
ricavato, cioè, da un pollone o da una porzione di fusto
di essenze vegetali appropriate con elevate caratteristiche elastiche
e di facile reperibilità per l'uomo del periodo storico studiato.È
stato riprodotto, tra gli altri, un arco ritrovato in una torbiera
della Danimarca e in buono stato di conservazione: l'arco di Holmegaard.
La ricostruzione di quest'arma è stata dapprima eseguita
con un pollone di olmo di 15 anni, non avendo altre notizie su quale
parte del vegetale fosse stata usata per la costruzione dell'originale.
A causa di una forma di 'cancro' che ha colpito questa essenza,
l'arco ricostruito non ha probabilmente e in piccola percentuale,
le presumibili caratteristiche di elasticità dell'originale
e quindi poco rispondente ai propositi della ricerca. Con parte
di una sezione del tronco, dello stesso legno stagionato e sano,
si è invece riusciti ad ottenere un attrezzo che molto probabilmente
rispecchia più da vicino le caratteristiche che doveva avere
l'originale. La potenza nominale sprigionata al lancio dei dardo
corrisponde a circa 20 kg. con una velocità di uscita della
freccia di quasi 150 km orari, quindi con un peso della medesima
di 27 gr si ha un peso di impatto a 10 metri di 60 kg sufficiente,
anche, a distanza maggiore, a recare una discreta offesa ad un eventuale
bersaglio animale con buone probabilità di successo per il
suo abbattimento. Naturalmente i test a cui è stato sottoposto
l'attrezzo sono stati di tipo statico (per evidenti impossibilità
di rivolgere l'esame verso animali vivi), comunque abbastanza esaurienti
per stabilire la validità dell'attrezzo se usato per integrare
un'economia di caccia.
Altra considerazione che si ricava dallo studio di quest'arco è
che la sua costruzione doveva impegnare non poco il suo costruttore,
e necessitava di molta cura ed esperienza artigiana, come per tutte
le armi da lancio che costituivano un importante e necessario corredo
per i modelli di vita del tempo.
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