| ISHI,
lo specchio del passato
neolitico, cultura pellerossa e
archeologia sperimentale
Si
è chiusa il 7 novembre 2004 la mostra
didattica di archeologia sperimentale promossa dalla Città
di Grugliasco, Assessorato alle Politiche Sociali,
Centro per la Cultura Ludica in collaborazione con il L.I.A.S.T.
La mostra è stata allestita presso lo Chalet Allemande,
all'interno del Parco Culturale "Le Serre"
di via Lanza 31 a Grugliasco (TO).
L'iniziativa ha riscosso un
notevole successo di pubblico, sia tra gli alunni delle numerose
scuole di Torino e provincia che hanno usufruito della visita guidata,
sia tra gli adulti che hanno visitato la mostra al pomeriggio e
nei tre weekend di apertura, anch'essi accompagnati dalle spiegazioni
degli operatori del LIAST.
Introduzione alla mostra
Le mani: dono straordinario della natura. Così, probabilmente,
è cominciata la nostra storia due milioni e mezzo di anni
fa, quando l’Homo diventò Abilis, attraverso lo sviluppo
“tecnologico” e piegò al suo volere tutti gli
elementi garantendosi la sopravvivenza ed una vita quotidiana migliore.
Dalla pratica quotidiana scaturirono così i suggerimenti
utili al perfezionamento, alla reinvenzione e alla ideazione. Sono
le mani che hanno permesso al genere umano di sopravvivere e di
progredire, di creare, giocare e socializzare, insomma di svilupparsi
tecnologicamente. Così sperimentando, riciclando e aggiustando,
l’uomo ha imparato e trasmesso conoscenze meccaniche, principi
della fisica, che l’hanno accompagnato fino ai giorni nostri.
Abbiamo ricostruito, per l’esposizione di Grugliasco, manufatti
di determinate e recenti culture perché riteniamo che questi
siano alquanto simili ai reperti archeologici ritrovati durante
gli scavi. Tale convinzione ci deriva, fra l’altro, dalle
analogie tra le tecniche utilizzate dall’uomo del “Similaun”
(la mummia ghiacciata di 5300 anni fa, ritrovata sulle Alpi italiane
nei primi anni ’90) e quelle dei pellerossa americani. La
faretra utilizzata da quest’uomo preistorico, ad esempio,
ha una strabiliante somiglianza con quella utilizzata dai nativi
americani (tipica delle culture dei cacciatori-raccoglitori). Non
solo l’astuccio portafrecce, ma altri oggetti come punte di
freccia e manufatti in pietra, registrano somiglianze notevoli con
quelle dei pellerossa.
Centro per la Cultura Ludica
L.I.A.S.T.
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